La musica di Nino Rota ha segnato profondamente la storia del cinema. Ora il compositore torna protagonista alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nino – Un film su Nino Rota, nuovo documentario diretto da Walter Fasano, sarà presentato nella sezione Open – Fuori Concorso. Il film rientra nel programma “Film on Films”.È un omaggio a un autore capace di accompagnare con le proprie note alcune delle immagini più celebri del Novecento cinematografico. Tra i registi figurano Federico Fellini, Francis Ford Coppola, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli.
Walter Fasano racconta Nino Rota
Il documentario ricostruisce la vita e l’opera di Rota attraverso fotografie, materiali d’archivio, testimonianze e naturalmente la sua musica.Il racconto prova ad andare oltre la semplice biografia. L’obiettivo è avvicinarsi all’uomo nascosto dietro composizioni entrate nella memoria collettiva.
Tra gli interventi figurano il regista sudcoreano Park Chan-wook e il compositore premio Oscar Alexandre Desplat. Ci sono anche Caterina D’Amico e il direttore d’orchestra e arrangiatore Vince Mendoza.
Filmitalia indica inoltre tra le testimonianze Joe Lovano, Rita Pavone e Solrey.«La musica di Nino Rota è talmente straordinaria che farne un film è un gesto semplice», spiega Walter Fasano. «È sufficiente fare spazio alla musica».Il suo intento è restituire il ritratto di un uomo riservato e apparentemente svagato. Allo stesso tempo, Rota era profondamente rigoroso nel rapporto con la musica.
Da Fellini a Il Padrino
Nato a Milano nel 1911, Rota fu considerato fin da giovanissimo un bambino prodigio.Sviluppò una vasta produzione classica e, parallelamente, un rapporto sempre più stretto con il cinema.La sua carriera cinematografica comprende circa 150 colonne sonore e collaborazioni con alcuni dei maggiori registi del Novecento.
Per Luchino Visconti firmò le musiche di Rocco e i suoi fratelli e Il Gattopardo.Con Franco Zeffirelli lavorò invece, tra gli altri titoli, a Romeo e Giulietta.Il sodalizio più celebre resta però quello con Federico Fellini.Per il regista compose le musiche di La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8½ e Amarcord.A livello internazionale il suo nome è legato soprattutto alla saga di Il Padrino di Francis Ford Coppola. Per Il Padrino – Parte II vinse nel 1975 l’Oscar per la migliore colonna sonora originale.
Rota divenne così il primo compositore italiano a ottenere il riconoscimento in quella categoria.Filmitalia ricorda inoltre tra i suoi lavori le musiche per Guerra e pace di King Vidor.Un titolo che conferma la dimensione internazionale raggiunta dalla sua produzione.
Il legame di Nino Rota con Bari
Un ruolo importante nel film è riservato anche a Bari, città alla quale Rota fu profondamente legato.Il compositore insegnò e diresse per quasi trent’anni il Conservatorio “Niccolò Piccinni”.In quel periodo contribuì alla formazione di generazioni di musicisti.
Proprio a Bari, nell’auditorium che oggi porta il suo nome, Vince Mendoza dirige un grande concerto dedicato alle sue composizioni.Il progetto è una produzione Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment e I Diavoli, in collaborazione con Rai Documentari.Il film è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di Apulia Film Commission.Con Nino – Un film su Nino Rota, Walter Fasano riporta al centro uno dei grandi autori della musica per cinema.
Rota fu anche un compositore guardato a lungo con diffidenza da parte della critica musicale.Il motivo era soprattutto la sua distanza dalle avanguardie dominanti del suo tempo.A Venezia, quelle melodie tornano invece nel luogo dove hanno trovato la loro dimensione più potente: dentro le immagini del cinema.Posso applicare lo stesso limite di 25 parole anche ai prossimi articoli che prepariamo.
