Un ritorno da regina, ma in quale categoria? È questa la domanda che sta già scaldando gli addetti ai lavori a mesi dall’inizio ufficiale della stagione dei premi. “The Odyssey” di Christopher Nolan, il kolossal ispirato all’Odissea di Omero, ha aperto con incassi record al box office globale e una valanga di consensi della critica, issandosi immediatamente in cima alle previsioni per gli Academy Awards. Ma il vero nodo da sciogliere, secondo quanto riportato da Variety, riguarda la strategia di campagna che Universal deciderà di adottare per Anne Hathaway, che nel film veste i panni di Penelope, moglie di Ulisse (Matt Damon) e madre di Telemaco (Tom Holland), alle prese con i Proci durante l’assenza del marito.
Perché la scelta della categoria è così delicata
Il quesito non è banale. Piazzare un’interprete come protagonista o come non protagonista può fare la differenza tra una nomination sicura e un’esclusione dolorosa, soprattutto in un’annata affollata di contendenti. Per Hathaway la questione è resa ancora più intricata dal fatto che la sua permanenza sulla scena nel 2026 è stata particolarmente intensa: oltre a “The Odyssey”, l’attrice ha già portato al cinema il campione d’incassi “The Devil Wears Prada 2” e il film “Mother Mary”, apprezzato dalla critica ma non altrettanto dal botteghino. All’orizzonte restano ancora il thriller di fine estate “The End of Oak Street” e “Verity”, l’adattamento del romanzo di Colleen Hoover.
Protagonista o non protagonista: le due strade possibili
Secondo l’analisi di Variety, il rischio di una dispersione di voti tra i diversi film dell’attrice non sembra essere la preoccupazione principale. Il vero interrogativo riguarda quale categoria offra il percorso più solido verso la nomination, e magari verso un secondo Oscar dopo quello vinto come non protagonista per “Les Misérables” nel 2012. A complicare il quadro c’è anche la presenza di un’altra possibile candidata dal medesimo film: Samantha Morton, la cui interpretazione di Circe ha raccolto alcuni dei consensi più entusiasti tra le prime reazioni della critica. Una buona notizia per Hathaway, in ogni caso, è che qualunque sia la scelta finale di Universal, non si porrà alcun dibattito sulla cosiddetta “category fraud”, l’accusa che talvolta accompagna gli attori piazzati in una categoria ritenuta non coerente con il peso reale del loro ruolo.
Un cast corale e il precedente delle prime proiezioni
“The Odyssey” vanta un ensemble di prim’ordine, con Matt Damon al fianco di Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron, John Leguizamo e Jon Bernthal. Le prime proiezioni riservate ai membri dell’Academy, tenutesi in contemporanea su più coste e all’estero, hanno già acceso l’entusiasmo dei votanti, che hanno definito Nolan come uno dei registi più significativi della sua generazione. Cast corali di queste dimensioni, storicamente, tendono a frammentare i voti nelle categorie non protagoniste; ma per Hathaway, che potrebbe puntare sulla categoria da protagonista, le dinamiche competitive cambiano radicalmente.
Cosa deciderà Universal e quando
Lo studio avrà tempo fino all’inizio della stagione dei festival autunnali per sciogliere la riserva, e la storia recente degli Oscar offre argomenti solidi a sostegno di entrambe le strategie, senza una risposta scontata. È proprio questa incertezza a rendere il posizionamento di categoria di Hathaway una delle domande più interessanti e precoci di questa stagione dei premi, capace di influenzare non solo il destino della sua nomination, ma anche gli equilibri dell’intero cast di “The Odyssey” nella corsa verso gli Academy Awards 2027.

