L. L. Ho apprezzato molto l’inquadratura iniziale prima che la protagonista aprisse il bauletto. Il lavoro sullo spazio-tempo, sui colori, su musica-parole… è stato difficile o è venuto più spontaneo dopo il progetto iniziale?

M. G. H. È stato un lavoro davvero incredibile provare a ricreare un film muto degli anni ’20. Io ho lavorato in un archivio storico di pellicole per più di dieci anni, quindi sono cresciuta in mezzo ai film del cinema delle origini. Non è stato difficile immergersi in quelle atmosfere e ricrearle, soprattutto perché avevamo un’attrice dotata di un talento naturale. Paola Calliari è stata perfetta per interpretare un’attrice del cinema muto. Il suo modo di gesticolare, le sue espressioni, persino il modo di camminare e come muoveva gli occhi. Sulla musica invece abbiamo fatto un lavoro enorme, abbiamo creato la colonna sonora da zero: abbiamo avuto l’onore di lavorare con Francesca Badalini, una compositrice e musicista talentuosa che fra le tante cose è anche specializzata in musicare dal vivo i film muti. Lei ha realizzato una colonna sonora originale per il nostro film, studiando ogni frame affinché le immagini dialogassero con la musica costantemente.

A. S.  Ogni lavoro artistico è difficile a modo suo, perché ci “sfida” e ci mette davanti a molti ostacoli per poter poi arrivare alla conclusione, continuando però a rispettare la visione iniziale. Pur avendo scritto il film in tempi brevi, prima di arrivare sul set abbiamo lavorato molto a ogni sfumatura affinché ogni cosa fosse coerente con le nostre idee. Un elemento poi che ha fatto la differenza, sono state le persone che si sono strette intorno a noi e hanno sposato il progetto. Io e Margherita abbiamo creato il mondo de La ragazza d’argento con uno stile e una chiara visione, ma senza l’aiuto delle persone che hanno collaborato con noi, dalle immagini, al suono, fino alla musica, nulla sarebbe stato possibile. Per rispondere alla tua domanda direi quindi che è stato tutto molto spontaneo, questo per il già citato affiatamento tra noi e la nostra troupe oltre che per una storia che contagiato, con la sua magia, anche la nostra realtà.

L. L. Il momento delle brioche cambia tutto e da lì nasce il gesto del ringraziamento che credo sia semplice quanto forte e bello. L’unione di due persone e la felicità nelle semplici cose, può essere il sunto del corto?

M. G. H. Sicuramente il corto parla di un incontro. Un Incontro magico, come ne capitano a volte anche nella vita reale, dove due persone che condividono un’esistenza fredda e solitaria si trovano e, per un po’, si fanno compagnia arricchendosi a vicenda. Alba e Filippo dove due persone molto diverse eppure hanno qualcosa di molto importante in comune: si sentono fuori posto. E fanno l’uno per l’altra qualcosa di estremamente prezioso, soprattutto ai giorni nostri: stare vicini senza giudicare o trovare soluzioni ma solo ascoltando. A volte abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci faccia vedere le cose da un altro punto di vista. E quel gesto è importante perché loro riescono a trovare un modo di comunicare pur parlando due lingue diverse. Perché gli sguardi, i gesti, il sottotesto è molto più potente delle parole. Solo… bisogna saperlo vedere, bisogna volerlo guardare.

A. S.   Ho spesso dichiarato che La ragazza d’argento è un elogio all’azione, perché la magia entra nella vita della protagonista solo dopo che lei prende una decisione e agisce per cambiare la sua esistenza, oggi però posso dire che si tratta anche di un elogio al rimanere fedeli a se stessi e ai propri sentimenti, allontanando lo spauracchio delle aspettative per abbracciare invece la gioia di vivere il proprio presente. Questo film mette a confronto due persone che vengono da mondi diversi e molto lontani, le quali però vivono un disagio simile. Il gesto che hai citato nella domanda è uno dei tanti momenti che descrive come anche due persone apparentemente molto lontane tra loro, possano trovare un terreno comune per sorreggersi, aiutarsi e volersi bene. Il sunto del corto per me è questo, empatizzare con gli altri, accettare le diversità e aiutarsi per quanto possibile.