L. L. Siete soddisfatti di questo lavoro? Quali sono le vostre ambizioni e aspettative?
M. G. H. Molto. Avevamo pochissimi mezzi, e pochissimo tempo a disposizione, e anche poca esperienza alla fine perché sia io che Alex avevamo lavorato a altri corti ma erano cose più sperimentali e con troupe ridotte. Dopo due anni bellissimi in giro per i festival (che non sempre sono un’esperienza positiva purtroppo perché ci si scontra con il fatto che spesso viene premiata non la storia ma il “gancio”), ora abbiamo potuto finalmente caricare il film su YouTube, perché il nostro obiettivo principale era mostrarlo alle persone. La mia più grande ambizione infatti è sempre stata questa: poter mostrare le storie che scrivo, far emozionare le persone, farle evadere dalla nostra realtà grigia. E anche per La ragazza d’argento è così: vorrei che più persone possibile possano vederlo, empatizzare con i personaggi, e soprattutto sognare con la ragazza d’argento come abbiamo fatto noi.
A. S. Questo film ci ha dato davvero tanto, sia in termini di soddisfazione a livello artistico, sia nella dimensione dei rapporti umani. Siamo stati aiutati da molte persone, anche al di fuori della troupe, e questa è stata una grandissima gioia, perché ha dimostrato a noi autori che la nostra storia ha sempre avuto un potenziale ed è riuscita a creare emozioni ancora prima della conclusione del processo creativo. Questo film ci ha permesso inoltre di girare molti festival, ricevere premi, incontrare persone, scambiare idee e queste sono sicuramente altre grandissime soddisfazioni: in questo mondo che sempre più ci ha costretto a diventare individualisti, fare un film è diventato un atto di coraggio per creare una comunità e questa è una cosa bellissima. Parlando di aspettative, ora che il film è disponibile su Youtube, la mia è quella che il film venga visto e che possa entrare in connessione o empatia con più persone possibili. Per me un film è fatto per permettere agli autori di raccontare una storia, ma anche e soprattutto per entrare nella vita del pubblico e tentare di gettare le basi per una riflessione personale rapportando la propria esperienza a quella dei protagonisti.
L. L. Avete intenzione di fare altri corti insieme per ora? E poi volevo chiedervi un bilancio di quest’esperienza così intensa credo.
M. G. H. Al momento non abbiamo progetti insieme. Io sto scrivendo due romanzi fantasy per ragazzi e la sceneggiatura di un lungometraggio, però in futuro chi può dirlo? Mi piacerebbe molto collaborare di nuovo con Alex perché credo che trovare qualcuno con cui scrivere e dirigere un film che abbia i tuoi stessi ideali, le tue stesse references e soprattutto il tuo stesso modo di vedere il mondo sia una cosa quasi unica. Se dovessi invece fare un bilancio di questi due anni in compagnia della nostra ragazza d’argento penso proprio che non cambierei nemmeno una virgola. È stata una delle esperienze più belle, intense e ricche della mia vita, porterò per sempre nel cuore ogni momento di questo percorso. La ragazza d’argento mi ha insegnato tantissimo, come scrittrice e regista ma anche come persona, come essere umano. Perché mi ha ricordato che la magia bussa sempre alla porta di chi ha il coraggio di saperla scorgere anche nel buio.
A. S. Le “telefonate ispirate” sono sempre dietro l’angolo, quindi non si sa mai. Sicuramente posso dire che siamo molto aperti a creare nuovi mondi e nuove storie. Nelle altre risposte ho già raccontato situazioni ed elementi che possono essere considerati come parte di un bilancio che è assolutamente positivo. Al di là delle soddisfazioni per il risultato e per quello che ci è successo grazie al film e per il quale sono grato, La ragazza d’argento è stata per me un’occasione di crescita personale e non solo artistica. L’evoluzione del personaggio di Alba verso una forma di libertà fatta a sua misura, la sento mia ora più che mai e questo, in un bilancio di fine progetto, credo abbia un valore inestimabile.
