
Introduzione: un ritorno sul palcoscenico della memoria
Il nuovo biopic DUSE, diretto da Pietro Marcello e interpretato magistralmente da Valeria Bruni Tedeschi, approda in sala il 18 settembre 2025 dopo essere stato presentato in concorso alla 82ᵃ Mostra del Cinema di Venezia. Bene più che un film biografico, DUSE è un’indagine visiva sul corpo, la voce e le cicatrici di una delle più rivoluzionarie attrici della storia: Eleonora Duse, la “Divina”.
La storia: Eleonora Duse tra guerra, arte e resilienza
Ambientato nell’Italia dell’immediato dopoguerra, tra la fine della Grande Guerra e l’ascesa del regime fascista, la trama segue Duse in un momento di crisi personale e artistica: la sua carriera sembra conclusa, ma la sua urgenza interiore la spinge a tornare in scena, non per nostalgia, ma come atto di resistenza.
Il teatro diventa allora “luogo della verità”: ogni gesto, ogni parola è una dichiarazione d’intenti. Non un monumento da esporre, ma un essere umano che lotta fino all’ultimo atto
La regia evita ricostruzioni filologiche: Marcello fonde documenti, immagini, voci e suggestioni come un’opera poetica e politica, dove l’arte diventa gesto rivoluzionario contro il tempo e il potere iO
Un cast d’alto livello: voci, volti, intenzioni
Valeria Bruni Tedeschi – Eleonora Duse
Bruni Tedeschi non interpreta, ma incarna Duse: fragile, intensa, carica di una presenza materica fatta di silenzi e fissità emotiva. Nel trailer, il volto in primo piano—tremante di lacrime—riflette il conflitto interiore tra dignità, stanchezza e urgenza creativa
Cast di supporto
Accanto a lei: Noémie Merlant (nei panni di Enrichetta, figlia di Duse), Fausto Russo Alesi, Vincenzo Pirrotta, Mimmo Borrelli, Vincenzo Nemolato, Edoardo Sorgente, Noémie Lvovsky e altri interpreti che arricchiscono un cast internazionale e raffinato
Tecnica e atmosfere
Fotografia di Marco Graziaplena, montaggio di Federico Federico e Cristiano Travaglioli, e musiche firmate da Marco Messina, Sacha Ricci e Fabrizio Elvetico, contribuiscono a creare una narrazione analogica ed evocativa, perfetta per raccontare un’icona vissuta nella trasformazione continua
Perché DUSE è un film da vedere (e scrivere)
Aspetto | Perché è essenziale |
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Rivisitazione storica | Eleonora Duse fu “la più grande attrice del mondo”, capace di trasformare il teatro. Un personaggio che ispira rispetto e fascinazione ancora oggi |
Performance attoriale | Valeria Bruni Tedeschi offre una delle prove più intense e sottili della sua carriera, fatta di sottrazione e presenza autentica |
Regia poetica e politica | Marcello sceglie un approccio inventivo, mescolando realtà, sogno e memoria in un film che riflette sul presente attraverso il passato |
Contesto storico | Racconta una donna che, nel cuore del cambiamento sociale, decide di riaffermare la propria voce contro le convenzioni e il tempo stesso. |