Idea sui poemetti
L. L. Volevo farti l’ultima domanda sulla poesia. Credo che alcuni poemetti, penso a “Degli amanti non degli eroi“, possano essere rappresentanti sul grande schermo. Sei d’accordo?
D. M. Assolutamente sì. Quest’anno dovevo tenere un modulo didattico al Centro Sperimentale di Cinematografia qui a Roma. La mia idea sull’adattamento era stata accettata, poi sono stato io che avendo la notizia dell’uscita del libro Sellerio, basandomi un po’ sulle mie forze, ho detto: “Io non riesco a fare tutto”. Poi il rischio è di fare male e quindi ho rinunciato con grande dispiacere al Centro Sperimentale, però l’idea era proprio partire da un testo poetico. Un testo poetico che, con la conoscenza dei linguaggi, può diventare una pièce teatrale, il soggetto di un lungometraggio o il concept di una serie.
Però, ecco, in quest’ottica trasformativa: andando a ricercare l’elemento tematico della poesia, l’elemento tematico che viene declinato dentro linguaggi diversi. In questo senso, assolutamente sì.
Tu vedi da Shakespeare in poi quanto sono vasi comunicanti il linguaggio prima teatrale poi letterario e la cinematografia. Diciamo che oggi c’è questa distonia, chiamiamola così, per cui questo rapporto sembra più eccentrico, ma sempre di scrittura si parla.
La solita domanda
L. L. A me capita molto spesso di intervistare registi e la mia ultima domanda è sempre: “Come vedi il futuro, a livello di giovani registi, del panorama cinematografico italiano?” A te vorrei estendere la domanda anche a poeti e scrittori.
D. M. Mi permetto di parlare da un punto d’osservazione diretto e meraviglioso. Io ho incontrato negli ultimi sette anni 150.000 ragazzi di scuole superiori, ma porto l’esempio anche di tante scuole dove il percorso formativo è più avanzato, quindi sono ragazzi anche più grandi. Ad esempio, io vengo a Milano, alla IULM, per fare un lavoro attorno a uno spettacolo teatrale e c’è un enorme desiderio, come c’è sempre stato in ogni generazione, di esprimersi.
Oggi c’è una dotazione, se vogliamo definirla così, di strumenti che permette a ognuno di voi di essere quello che nel mondo analogico era frazionato in tante professionalità diverse. Oggi io parlo con ragazzi che sono videomaker, ho lavorato con un bravissimo videomaker: lui è uno e fa quello che nel mondo analogico facevano in quattro o cinque: girare, montare, musicare e questo è tutto un enorme expertise che prima non c’era perché non c’era la tecnologia.
Oggi è possibile arrivare a una produzione letteraria facilmente, perché scrivere non richiede budget. Posso farti un esempio banale: quando uno scrittore scrive ha budget illimitato, come uno scrittore di fantascienza che vuole raccontare l’invasione di un esercito alieno, può mettere 100.000 astronavi. Quando viene trasformato in un prodotto cinematografico, il rischio è che le 100.000 astronavi diventino 10, diventino una, perché appunto lì c’è un costo. Oggi tutto questo in parte è bypassato grazie alla tecnologia e alle vostre capacità come nativi digitali.
C’è un grande desiderio di fare in tutte le discipline, quelle classiche e quelle nuove. Mi dispiace il fatto che oggi rispetto al mondo analogico, io non sono nostalgico ma credo che sia a tutti gli effetti un dato di fatto, un giovane che vuole esprimersi dentro una disciplina che sia letteraria o cinematografica, troverà molta più difficoltà a dialogare con quelli che considera maestri. Dei maestri per come li ho conosciuti io, per come sono stati per tutto non solo il ‘900, ma da quando esiste l’uomo, cioè maestri che trasmettevano un sapere rispetto a una disciplina semplicemente perché era nel loro mandato, era anche nel loro interesse avere allievi.
Quel meccanismo di bottega, se vogliamo chiamarlo così, oggi, non per colpa dei ragazzi ma degli adulti e di come è andato il mondo, è quasi sparito. Poi, ragionare in termini di colpa è sbagliato, però oggi questo meccanismo meraviglioso scatta molto meno.
Ciò non toglie che i ragazzi abbiano un desiderio enorme di complessità e di tutto quello che riesce a restituire complessità all’umano. Questo è innegabile.

