Stefano Ressico è un giovane regista e divulgatore cinematografico.

L. L. Si sono appena conclusi gli Oscar, hai qualche commento?

S. R. Ti dico: io non sono un grande fan degli Oscar, nel senso che è un riconoscimento come tanti altri, ma non penso che sia quello a definire la grandezza di un film o meno. L’unica cosa di cui ha senso parlare è stata è l’unico Oscar, secondo me, importante: quello che è stato dato all’attrice di Weapons. Secondo me quello è l’unico grande, vinto da Amy Madigan. È l’unico grande Oscar perché in un’epoca come questa, piena di distrazioni di tanti personaggi che non rimangono mai alla fine. Se uno pensa a Terminator, a Darth Vader, a Helena Prince, alle icone del cinema degli anni 90, degli anni 80, ci sono tantissime icone che sono rimaste nell’immaginario collettivo, mentre ora come ora, forse, il più grande problema del cinema è che non c’è più questa iconicità. Abbiamo tante distrazioni, perché il cinema non compete solo col cinema, compete con TikTok, compete con le serie TV, compete con tantissimi altri aspetti.

Secondo me il personaggio cattivo di Weapons, questa sorta di Gladys, questa donna, anziana, è diventata un’icona, esattamente come Terrifier. Questo è uno di quegli esempi che ci dimostra che creare delle icone nel cinema è ancora fattibile, nonostante tutte le distrazioni che abbiamo, perché è uscito recentemente Scream 7, quindi questo ci fa capire che bisogna puntare sull’effetto nostalgia e prendere le icone del passato anziché crearne di nuove. Invece io apprezzo molto chi crea delle nuove icone come Damian Leone con Terrifier, Art the Clown e come Gladys di Weapons.

Quindi secondo me è un Oscar che vale più del ha ricevuto bene, ha ricevuto male, quello quell’altro, è un Oscar che deve un po’ portare l’attenzione su questo fatto, ovvero le cose importanti in un cinema sono l’iconicità dei personaggi. Forse stiamo perdendo quello. Il problema per cui la gente non va al cinema, soprattutto i giovani, uno tra i tanti, è che perché manca l’iconicità. Cioè Terrifier in Italia ha fatto un milione e mezzo di euro.

Quindi i giovani ci vanno al cinema, solo che probabilmente gli mancano quelle che magari per le generazioni passate erano delle icone del cinema. Giustamente se tu non hai icone, non vai al cinema.

Stranger Things, per quanto sia un altro tipo di prodotto, ha creato un’icona, tutti hanno visto Stranger Things. Se Stranger Things fosse stato fatto al cinema, i cinema si sarebbero riempiti. Checco Zalone riempie il cinema perché è un’icona italiana.

Quindi, secondo me, l’unico spunto interessante di questi Oscar è stato proprio questo. Tra l’altro il film dura circa due ore e la miglior attrice non protagonista è nello schermo per un minutaggio di 13 minuti. Capisci quanto è stato impattante il suo personaggio nel racconto, no? Cioè su due ore lei è 13 minuti sullo schermo ed è il personaggio più memorabile di questa stagione 2025. Per il resto, l’unica cosa che dico e che dicevo con i con i miei amici è che tutti questi film hanno un solo problema, che è Una battaglia dopo l’altra, che è veramente un film grandioso e maestoso, quindi puoi dare l’Oscar a chi vuoi, ma sappiamo qual è stato il film dell’anno per me, diciamo. Questo è stato il mio ragionamento, ecco.