L. L. “Juess who’s back“. Con queste tre parole riassumerei il corto: ironia, radici culturali e attualità, forse anche un filo di cinismo. Sei d’accordo?
S. R. Come dicevo prima, l’ironia c’è sempre, anche in modo involontario, alla fine vado sempre a inserirla. Qui in realtà è il volontario inserimento dell’ironia, è un horror, uno splatter grottesco, diciamo così, perché si tende al grottesco più che ad un horror di tensione.
Attualità sicuramente, perché il punto del corto era sostanzialmente la differenza tra forme e contenuto. Viviamo nell’epoca della dell’estetica e della forma che si predilige spesso al contenuto. Quindi questa cosa noi non siamo ancora abituati a percepirla. Quindi, spesso nella forma pensiamo di vedere una cosa che nel contenuto è tutt’altro.
E qui è rappresentato, ovviamente, nella sua forma più grossa, più divisiva per il mondo, per la civiltà umana, che è la religione. Cioè, nella religione c’è questa divisione che vede i predicatori, i credenti che sono tutti vestiti bene, con la giacca, forse c’era pure la cravatta, loro sanno tutte le regole, tutti i dogmi, tutto di tutto. Ma nel contenuto sono i peggiori, mentre invece la ragazza Punk, nella forma è la peggiore, perché sembra la classica peccatrice, ma nel contenuto è l’unica che fa un’azione buona per Gesù. E anche lì l’azione buona è una canna, che nella forma sembra essere un elemento di peccato, ma nel contenuto è l’unica cosa che dà sollievo a Gesù in quel momento.
Mi interessava analizzare e capire questa cosa qua; considera che io sono cristiano. Ho fatto una sorta di ricerca, perché io da cristiano mi accorgevo sempre di più, ma come in realtà in ogni cosa ormai, che si guardavano di più i dogmi, quindi la forma, che il contenuto. Paradossalmente Gesù ha detto: “Raga, state buoni, fate i buoni e siamo tutti felici”. E poi la civiltà ci ha aggiunto delle sovrastrutture, tipo i gay, tipo il divorzio, tipo i preservativi, che però non sono state dette da Gesù. Gesù ha detto “Fate i buoni”.
Ed è assurdo come spesso si giudichino le persone in base a questi dogmi e quindi si preferisce dare seguito ai dogmi scritti dalla civiltà rispetto all’unico insegnamento che ha dato Gesù.
Per rendere più forte questa cosa, c’era anche lì l’esempio più grosso di forma e contenuto che è il sogno. Gesù sogna o si immagina di fare quella cosa lì, di uccidere tutti questi tizi, ma poi nel contenuto non lo fa.
Quella era proprio una cosa che sentivo dentro di voler dire sul fatto che ì siamo troppo distratti e siamo troppo attirati dalla forma e ci dimentichiamo del contenuto, che invece è probabilmente l’unica cosa che conta.
Anche come si veste lui, capito? Lui non è vestito nella forma da Gesù, è Elvis, super non contemporaneo, ì perché gli ha stato detto: “Guarda che il Dio ora non è più il Dio con cui eri sceso tu, che sembra un barbone, perché prima si guardava il contenuto. Il Dio ora è Elvis, ovvero è la forma, è l’estetica, è chi rende meglio sé stesso in fatto di estetica e non come contenuto, sostanzialmente.
