Tra memoria storica e sperimentazione contemporanea, NOISE – il Cinemino si presenta come uno dei nuovi poli culturali più interessanti di Milano. Nato negli spazi che per oltre trent’anni hanno ospitato lo storico locale Le Scimmie, lungo il Naviglio Pavese, il progetto unisce cinema d’autore, musica dal vivo, performance artistiche, talk e incontri culturali in un formato ibrido pensato per dialogare con la città e le nuove generazioni. A guidare questa nuova avventura è Guido Casali, manager culturale e produttore, già fondatore de Il Cinemino di Porta Romana e oggi tra i tre soci fondatori di NOISE – il Cinemino, con un ruolo strategico nella visione e nello sviluppo del progetto.
Un hub culturale tra memoria e futuro
NOISE – il Cinemino nasce come evoluzione naturale dell’esperienza de Il Cinemino, ma anche come atto di rigenerazione simbolica di uno spazio che ha fatto la storia della nightlife e della musica dal vivo a Milano. L’idea è quella di creare un presidio culturale stabile, capace di vivere non solo la sera, ma anche durante il giorno, con masterclass, incontri, associazioni e proposte che coinvolgano il quartiere e il tessuto universitario e creativo che gravita intorno all’area dei Navigli, tra NABA, IULM, Bocconi, Humanitas e l’Auditorium di Milano.
In questo contesto, la figura di Guido Casali si muove tra visione culturale e progettazione strategica, con un’attenzione costante alla costruzione di una community e alla qualità dei contenuti, senza rinunciare all’accessibilità e alla dimensione sociale dell’esperienza culturale.
“Volevamo estendere l’anima del Cinemino in uno spazio con una storia importante”
NOISE si definisce uno spazio culturale ibrido tra cinema, musica e performance live. In che modo questa multidisciplinarità riflette la visione culturale che volete costruire per Milano, e quali sono gli obiettivi principali per i prossimi due anni?
«L’obiettivo era prolungare ed estendere l’esperienza del Cinemino in uno spazio nuovo, ma con una storia importantissima alle spalle. Qui per 34 anni c’è stato Le Scimmie, e da una parte vogliamo far rivivere quello spirito legato soprattutto alla musica. Dall’altra portiamo l’anima del Cinemino, nato nel 2018, in un luogo che diventa per forza di cose ibrido, con diverse anime che comunicano tra loro.
Per me, che vivo a quaranta metri da questo posto, l’obiettivo è creare un vero presidio culturale e sociale sul Naviglio Pavese. Se guardiamo l’area intorno, non c’è un cinema pubblico di riferimento, e allo stesso tempo siamo in una zona con un bacino enorme e potenzialmente molto ricettivo, tra università, scuole creative, ospedali e l’Auditorium. Volevamo uno spazio che non solo proponga, ma che riceva: noi programmiamo cinema e palco, ma siamo anche un luogo che accoglie proposte. E questa cosa, per fortuna, sta funzionando molto, con l’idea di far vivere lo spazio anche oltre l’apertura serale, tra masterclass, incontri, associazioni e servizi».
“La community non si crea da sola, serve coerenza e perseveranza”
Il Cinemino ha già consolidato una community nel quartiere di Porta Romana. Quali lezioni avete portato da quell’esperienza nella creazione di NOISE lungo i Navigli?
«La lezione più positiva che abbiamo imparato è che, se hai una proposta coerente e la comunichi bene, la comunità si crea. Un ingrediente fondamentale è non essere percepiti come un luogo esclusivo. Il pubblico giovane è cresciuto tantissimo negli anni, e per noi è sempre stato importante dialogare con il quartiere.
Poi ci vuole molta perseveranza: non è una cosa che nasce in un secondo. Devi restare lì, continuare, aggiustare, ascoltare. Siamo contenti perché il riscontro che stiamo avendo in questi primi mesi è già oltre le attese».
“I giovani cercano di nuovo l’esperienza condivisa, non solo lo schermo personale”
Milano vive una forte tensione tra identità storica e rigenerazione urbana. Che ruolo può avere NOISE nel tessuto sociale e culturale della città, soprattutto per le nuove generazioni?
«Nella nostra esperienza i giovani amano la cultura, sì. Da tempo programmiamo classici restaurati e questo porta una popolazione molto giovane in sala. C’è una nuova generazione per cui il digitale non è più una scoperta, è la normalità.
E allora tornare all’esperienza condivisa, reale, alla visione insieme ad altre persone, diventa qualcosa di nuovo. Per una certa fascia di pubblico, oggi l’esperienza “diversa” è uscire di casa, sedersi in una sala, guardare un film con altri, comprare un biglietto da una persona fisica e non da un display. È una dimensione che ha un valore culturale e sociale enorme».
“Stiamo ancora aggiustando il tiro, ma l’idea è una programmazione viva e in evoluzione”
La programmazione di NOISE include cinema in lingua originale, performance artistiche e talk. Come selezionate i contenuti e come bilanciate qualità artistica e accessibilità?
«Siamo partiti con alcune cose che avevamo già in essere. Il cinema è partito il 26 dicembre e la programmazione non è identica a quella del Cinemino di via Seneca, ma va in concomitanza. Vedremo come risponde questo pubblico e aggiusteremo il tiro.
Sulla parte live, il venerdì sera abbiamo la stand-up comedy, poi stiamo facendo esperimenti sulla musica, con giovani artisti che presentano nuovi lavori, presentazioni di dischi, e anche editoria, con autori e agenti letterari che lavorano tra musica, cinema e libri. I primi due mesi sono serviti proprio per capire cosa funziona e cosa no. Quando apri uno spazio nuovo, è inevitabile. Da qui in avanti, l’idea è lavorare su una programmazione live sempre più strutturata e di lungo periodo».
“Milano Film Fest e reti internazionali: l’ambizione c’è”
Pensando all’ecosistema culturale italiano, quali collaborazioni o sinergie ritenete strategiche per portare NOISE e Milano su un piano internazionale?
«L’ambizione c’è assolutamente. Noi siamo già dentro il Milano Film Fest, quindi sicuramente NOISE – il Cinemino sarà uno dei luoghi del festival.
Dall’altra parte, come è già successo in via Seneca, ospitiamo piccoli festival o retrospettive di festival italiani e stranieri. Non escludo che la stessa cosa possa succedere anche sulla parte live, perché crediamo molto nelle reti culturali e nelle collaborazioni come strumento per crescere e dare allo spazio una dimensione che vada oltre il quartiere e oltre la città».
NOISE – il Cinemino come laboratorio urbano della cultura milanese
Tra cinema d’autore, sperimentazione musicale e nuove forme di socialità, NOISE – il Cinemino si propone come un laboratorio urbano in cui la cultura non è solo consumo, ma relazione, scambio e presenza fisica. In una Milano che cambia rapidamente, il progetto guidato da Guido Casali e dai suoi soci punta a rimettere al centro l’esperienza collettiva, costruendo un ponte tra memoria storica e futuro creativo, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento non solo cittadino, ma anche internazionale.

