The Beauty, serie Disney+The Beauty, serie Disney+

Tra body horror, alta moda e critica sociale, la nuova serie FX firmata Ryan Murphy promette di essere uno dei titoli più disturbanti e discussi del 2026.

La perfezione ha un prezzo. Ed è un prezzo altissimo, fatto di corpi, potere e morte. Disney+ ha diffuso il trailer ufficiale di The Beauty, nuova serie thriller globale targata FX e creata da Ryan Murphy, autore che da anni indaga le ossessioni della società americana attraverso l’eccesso, il grottesco e l’horror. Il debutto in Italia è fissato per 22 gennaio 2026, con i primi tre episodi disponibili fin dal lancio. La serie, composta da 11 episodi, proseguirà poi con un’uscita settimanale ogni giovedì.

Una trama tra moda, epidemia e ossessione per la perfezione

The Beauty si apre nel mondo dell’alta moda internazionale, sconvolto da una serie di morti raccapriccianti che colpiscono alcune top model. A indagare sono gli agenti dell’FBI Cooper Madsen e Jordan Bennett, interpretati rispettivamente da Evan Peters e Rebecca Hall, inviati a Parigi per far luce su una scia di violenza che sembra avere un’unica, inquietante matrice.

L’indagine porta alla scoperta di un virus sessualmente trasmissibile in grado di trasformare persone comuni in esseri fisicamente perfetti. Un miracolo biologico che, però, nasconde conseguenze devastanti. Dietro questa “cura” si cela The Corporation, un impero tecnologico guidato da un oscuro miliardario interpretato da Ashton Kutcher, creatore del farmaco segreto chiamato “La Beauty”. Un prodotto che promette la bellezza assoluta e che viene protetto con ogni mezzo, incluso un sicario spietato, The Assassin, interpretato da Anthony Ramos.

Un thriller globale tra Europa e Stati Uniti

La narrazione si muove rapidamente tra Parigi, Venezia, Roma e New York, trasformando The Beauty in un thriller dal respiro internazionale. Parallelamente alla linea investigativa, emerge la storia di Jeremy, un emarginato interpretato da Jeremy Pope, che si ritrova coinvolto nel caos dell’epidemia in cerca di uno scopo, diventando uno dei personaggi chiave per comprendere il lato umano di una tragedia collettiva.

Il trailer suggerisce un ritmo serrato, immagini patinate che si intrecciano a scene di forte impatto visivo e un uso consapevole del body horror come strumento narrativo. Non è solo una storia di morte, ma una riflessione radicale sul culto dell’immagine, sull’industria della bellezza e sulla mercificazione dei corpi.

Ryan Murphy e il ritorno al body horror sociale

Con The Beauty, Ryan Murphy sembra tornare a una dimensione più apertamente politica del suo cinema televisivo. La serie dialoga idealmente con American Horror Story e American Horror Stories, ma spinge ancora più in là la riflessione sul rapporto tra estetica, potere e controllo, usando la moda come simbolo estremo di desiderio e conformismo.

La bellezza, in questo universo narrativo, non è più un obiettivo innocente ma un’arma, un virus culturale prima ancora che biologico. La domanda che attraversa tutta la serie – «cosa saresti disposto a sacrificare per la perfezione?» – diventa così una chiave di lettura del nostro presente, ossessionato dall’apparenza e dalla performance del corpo.

Un cast corale e ambizioso

Oltre ai protagonisti, The Beauty vanta un cast ricchissimo di guest star, tra cui Isabella RosselliniBella HadidMeghan TrainorVincent D’OnofrioNicola Peltz Beckham e Peter Gallagher. Una scelta che rafforza il legame tra la serie e il mondo della moda, dello spettacolo e della cultura pop, rendendo il racconto ancora più stratificato.

Creata e scritta da Ryan Murphy insieme a Matthew Hodgson, la serie è prodotta da 20th Television ed è basata sull’omonima serie a fumetti di Jeremy Haun e Jason A. Hurley, coinvolto anche come consulente creativo.

Un titolo destinato a far discutere

Dalle immagini del trailer, The Beauty si candida a essere una delle serie più provocatorie del 2026, capace di unire intrattenimento, critica sociale e inquietudine visiva. Disney+ arricchisce così il proprio catalogo adulto con un titolo che promette di dividere il pubblico e alimentare il dibattito, confermando come la serialità contemporanea sia sempre più uno spazio privilegiato per raccontare le paure del nostro tempo.