I film
Il miglior film è stato vinto, non senza polemica, da “Una battaglia dopo l’altra”. È un film dall’impostazione molto americana, che contiene un messaggio di speranza per le giovani generazioni. Le sequenze interessanti sono poche e i personaggi non vengono approfonditi come meritano. Il montaggio, invece, anch’esso vincitore, ha meritato l’Oscar. “Una battaglia dopo l’altra” ha vinto anche gli Oscar come miglior regia, miglior casting, miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista, anche quest’ultimo ingiustamente per molti.
“Hamnet” e “Marty supreme” i grandi esclusi: per il primo la vittoria della migliore attrice protagonista e per il secondo nessun titolo.
L’attore protagonista
Nel mio precedente articolo scrivevo: “Come Miglior attore protagonista Michael B. Jordan meriterebbe l’Oscar, se solo non ci fosse in gara Timothée Chalamet. Jordan ha fatto una prestazione fantastica, sdoppiandosi e dando vita a due gemelli con caratteri diversi e riconoscibili, ma Chalamet è stato straordinario, basti pensare che si allenava da almeno cinque anni al tavolo da pingpong.” e rimango della stessa idea anche dopo l’esito. Ricordo che la recente polemica che ha coinvolto l’attore è stata ininfluente sull’esito della giuria perché le votazioni sono precedenti a ciò. Sono sicuro, però, che Chalamet avrà altre occasioni per vincere l’Oscar.
“Sinners” è stato il film con più candidature nella storia degli Oscar, vincendo anche la miglior sceneggiatura originale e la miglior fotografia, oltre alla migliore colonna sonora.
Altri Oscar
Il miglior film internazionale, direttamente dalla Norvegia, è “Sentimental Value”, mentre “Frankestein” si aggiudica miglior scenografia, migliori costumi e miglior makeup e hairstying.
“Avatar: Fuoco e cenere” vince i migliori effetti visivi, mentre il miglior sonoro lo vince “F1- Il film”.
Il miglior documentario, invece, è quello su Putin: “Mr. Nobody Against Putin”.
