Trama in breve

Con “Due spicci”, la nuova serie animata di Zerocalcare, il fumettista romano compie un ulteriore passo nel percorso narrativo iniziato con “Strappare lungo i bordi” e proseguito con “Questo mondo non mi renderà cattivo”. Se le opere precedenti riflettevano soprattutto sul senso di colpa, sulla crescita personale e sul disagio generazionale, questa volta il focus si sposta su un tema ancora più concreto e universale: il peso delle responsabilità e il costo emotivo dell’età adulta, in linea con lo sviluppo personale del fumettista.

La storia segue Zero e Cinghiale nella gestione di un piccolo locale, un’impresa che si rivela ben presto più complicata del previsto. Problemi economici, incomprensioni personali e il ritorno di figure del passato mettono a dura prova l’equilibrio dei protagonisti, costringendoli a confrontarsi con scelte difficili e con le conseguenze delle proprie azioni.

Il tema centrale sta proprio nel titolo: “Due spicci” non rappresenta soltanto la mancanza di denaro, ma diventa una metafora di tutto ciò che nella vita sembra insufficiente: il tempo, le energie, le certezze, ma anche i rapporti umani. Zerocalcare racconta una generazione che, superata la soglia dei trent’anni e dei quaranta, scopre che le difficoltà non finiscono con la giovinezza, ma cambiano semplicemente forma.

Attualità

La precarietà economica è uno degli elementi più evidenti della narrazione. Gestire un’attività significa fare i conti con bollette, affitti, responsabilità e aspettative. È un tema molto caro alla maggior parte degli spettatori di quest’epoca stritolata dalle crisi economiche. Le difficoltà materiali, poi, diventano il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla precarietà emotiva. I protagonisti si trovano a dover affrontare relazioni complicate, amicizie che evolvono col tempo e decisioni che non possono più essere rimandate.

Un altro tema fondamentale è quello dei debiti emotivi. Nel corso della storia emergono questioni irrisolte, rapporti lasciati in sospeso e responsabilità verso persone care. Sono le promesse non mantenute, le occasioni perse e le parole mai dette a pesare maggiormente sulle scelte dei personaggi.

Come nelle opere precedenti, anche qui l’Armadillo svolge un ruolo centrale. La sua presenza continua a rappresentare la voce delle paure e delle contraddizioni interiori di Zero, offrendo momenti di ironia che alleggeriscono la narrazione malinconica.

Conclusioni

Un tema forte, molto sottile e poco analizzato dall’arte contemporanea, forse visto ancora come un tabù, è quello del senso di colpa nei confronti di un genitore. Essere infelici è legittimo anche se i genitori sono stati amorevoli e non hanno fatto mancare nulla, ma è difficile non avere sensi di colpa. La felicità è soggettiva e le generazioni hanno idee di felicità diverse.

“Due spicci” appare come l’opera più adulta e ragionativa di Zerocalcare, finora. Dietro la storia di un piccolo locale e dei suoi problemi quotidiani si nasconde una riflessione profonda sul tempo che passa, sulle responsabilità che aumentano e sulla difficoltà di mantenere un equilibrio tra sogni, amicizie e realtà. È una serie che parla di soldi solo in apparenza: racconta il valore delle relazioni umane e il prezzo che siamo disposti a pagare per conservarle.