Quelli della mala a Milano, foto dal set di SkyQuelli della mala a Milano, foto dal set di Sky

La nuova serie Sky Original porta le riprese nel cuore della città, dal Duomo a San Vittore. Nel racconto si incontrano cabaret, rapine e personaggi della mala milanese.

Milano torna davanti alla macchina da presa per raccontare uno dei periodi più inquieti, contraddittori e cinematografici della propria storia. Le riprese di Quelli della mala, nuova serie Sky Original attesa nel 2027, sono arrivate in città. Il set attraversa alcuni luoghi simbolici, dal Duomo a piazza Affari, dalla Statale alla zona di San Vittore.

La serie, diretta da Luca Ribuoli, ricostruisce la Milano degli anni Settanta e Ottanta. Una città ancora lontana dalla futura «Milano da bere», attraversata dalla violenza criminale ma anche da una straordinaria trasformazione culturale.

Quelli della mala, le riprese nel cuore di Milano

Dopo l’avvio delle riprese a Torino, la produzione si è trasferita anche a Milano. Il Teatro Manzoni ha ospitato alcune sequenze necessarie a ricreare le sale cinematografiche dell’epoca.

Le telecamere hanno raggiunto anche piazza Affari, l’Università Statale, la zona del Duomo e quella di San Vittore.

Una scelta che permette alla città contemporanea di diventare, almeno in parte, interprete della propria memoria.

Non tutto, però, può essere girato nella Milano di oggi. Molti ambienti degli anni Settanta sono scomparsi oppure hanno cambiato completamente volto.

Per questa ragione parte delle riprese si svolge a Torino, dove la produzione ha ricostruito appartamenti, banche, bar e strade della Milano dell’epoca. Le riprese sono iniziate a metà giugno e proseguiranno per diversi mesi.

La Milano prima della Milano da bere

Il cuore di Quelli della mala sta proprio nel contrasto.

Da una parte c’è la città delle rapine, delle bische clandestine e della criminalità. Dall’altra c’è una Milano creativa, attraversata dal cabaret e da una generazione che cerca un proprio spazio.

È una città che sta preparando inconsapevolmente la trasformazione degli anni Ottanta.

La serie prende il titolo da una frase entrata nell’immaginario pop italiano grazie agli 883. In Hanno ucciso l’Uomo Ragno comparivano infatti «quelli della mala», espressione diventata quasi una fotografia ironica della criminalità metropolitana.

Il collegamento non appare casuale. Elia Nuzzolo, protagonista della serie, aveva già interpretato Max Pezzali in Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883.

Qui cambia epoca, ma resta dentro una storia profondamente legata all’immaginario milanese.

Charlie Maguolo tra il Derby e Renato Vallanzasca

Nuzzolo interpreta Charlie Maguolo, personaggio di fantasia che sogna di diventare un comico.

Il suo orizzonte è il Derby, il locale che rappresentò uno dei laboratori più importanti dello spettacolo italiano. Ma la sua vita incrocia anche quella del giovane Renato Vallanzasca, interpretato da Davide Gaibotti.

È proprio questa frattura a costruire l’identità narrativa della serie.

Charlie guarda verso il palcoscenico, mentre intorno a lui cresce una criminalità destinata a occupare per anni le pagine della cronaca.

Personaggi inventati incontrano così figure realmente esistite. Nel racconto entrano i nomi e l’universo criminale legati a Vallanzasca, Francis Turatello e Angelo Epaminonda.

La produzione presenta la serie come una storia di formazione collettiva, nella quale ogni personaggio cerca una propria forma di gloria. Il successo, però, presenta sempre un conto.

Una serie crime che cerca anche la leggerezza

Quelli della mala non sembra voler seguire soltanto le coordinate tradizionali del crime.

La sceneggiatura porta le firme di Stefano Sardo, Chiara Battistini, Paolo Bernardelli e Gianluca Bernardini, mentre Luca Ribuoli dirige i sei episodi.

L’obiettivo dichiarato dalla produzione consiste nel mantenere anche un tono brillante. Il racconto alterna quindi criminalità, formazione, amicizia e momenti vicini alla commedia.

Una scelta interessante perché evita, almeno nelle intenzioni, di ridurre quella Milano alla sola epopea criminale.

Il riferimento inevitabile conduce a Romanzo criminale. Cambiano Roma e Milano, cambiano le dinamiche sociali, ma resta l’idea di raccontare la criminalità attraverso una generazione e il suo ambiente. Anche la presentazione dei nuovi titoli Sky ha evidenziato questa possibile parentela.

Qui, tuttavia, entra un elemento differente: il cabaret milanese.

Il Derby rappresenta l’altra possibilità. Mentre alcuni ragazzi inseguono denaro e notorietà attraverso il crimine, altri cercano la stessa affermazione sopra un palco.

La Milano violenta entra nella fiction

La serie utilizza anche episodi della cronaca milanese.

Tra le sequenze già realizzate figura quella dedicata alla rapina dell’8 settembre 1975 al Credito Commerciale di piazza Insubria. Due uomini armati tennero in ostaggio 17 persone per nove ore. Nella vicenda intervenne nelle trattative anche Achille Serra, destinato successivamente a diventare questore e prefetto.

Il dato storico diventa così materiale narrativo.

Ma il punto più interessante potrebbe essere un altro. Quelli della mala prova a osservare il momento nel quale una generazione non conosce ancora il proprio destino.

Vallanzasca non è ancora soltanto il nome fissato negli archivi giudiziari e nella memoria collettiva. Charlie non sa ancora dove lo porterà il sogno del Derby.

Milano stessa non conosce ancora la città che diventerà.

Milano diventa un personaggio della serie

È forse questo l’aspetto più promettente dell’operazione.

Milano non funziona soltanto come ambientazione. Può diventare uno dei personaggi principali di Quelli della mala.

Ci sono la Comasina di Vallanzasca e il Derby. Ci sono le banche, i locali, le strade e quella borghesia che negli anni successivi cambierà pelle.

Ci sono soprattutto due città che convivono.

Una costruisce ricchezza, cultura e spettacolo. L’altra vive di rapine, sequestri, bische e regolamenti di conti.

Raccontarle insieme significa evitare una ricostruzione semplicemente nostalgica. Significa mostrare le contraddizioni che precedono la trasformazione di Milano nella capitale economica e mediatica degli anni Ottanta.

Il rischio, naturalmente, riguarda la fascinazione esercitata dalla figura del criminale. Vallanzasca possiede da decenni una forza iconografica che cinema, televisione e letteratura hanno già sfruttato.

La scelta di affiancargli Charlie può però cambiare prospettiva.

Il vero protagonista non diventa necessariamente il bandito. Può diventare una generazione cresciuta accanto alla mala, allo spettacolo e alla promessa del successo.

Quando vedremo Quelli della mala

La serie comprende sei episodi ed è prodotta da Sky Studios e da Matteo Rovere e Sydney Sibilia per Groenlandia, in associazione con MIA Film e Cinefonie.

Nel cast figurano Elia Nuzzolo, Davide Gaibotti, Federico Mainardi, Andrea Dodero, Francesca Inaudi, Gaia Ravina, Grace Ambrose, Giuseppe Brunetti e Francesco Russo. Completano il gruppo Lorenzo Rodini, Andrea Maestrelli, Lorenzo Maria Cervasio, Arianna Di Claudio e Nicole Petrelli.

Quelli della mala arriverà nel 2027 su Sky e in streaming su NOW.

Prima ancora della messa in onda, però, il set racconta qualcosa della Milano contemporanea. Per ricostruire la città degli anni Settanta, Milano deve cercare dentro se stessa ciò che di quella città è ancora sopravvissuto.

Il resto va ricostruito altrove.

Ed è forse questa la fotografia più interessante: una metropoli cambiata così profondamente da avere bisogno della finzione per ritrovare il proprio passato.