Scegliere tra doppiaggio o lingua originale cambia ciò che arriva allo spettatore: la voce degli attori, il ritmo dei dialoghi e perfino quanto si impara di una lingua straniera.
Doppiaggio o lingua originale, un dibattito tutto italiano
Doppiaggio o lingua originale? In Italia la domanda divide gli spettatori da decenni, e si riaccende a ogni uscita importante. Da una parte c’è chi difende una scuola di doppiatori tra le più apprezzate al mondo. Dall’altra c’è un pubblico che vuole sentire la voce vera degli attori, magari con i sottotitoli.
Non esiste una risposta valida per tutti. Esistono però criteri concreti per decidere, film per film: che cosa si perde con la traduzione, che cosa si guadagna e che cosa dicono le ricerche su sottotitoli e apprendimento.
Perché in Italia i film si doppiano
L’abitudine ha radici storiche. Il doppiaggio si è affermato durante il fascismo, quando il regime vietò la distribuzione di film in lingue diverse dall’italiano. Da quel divieto è nata un’industria, concentrata soprattutto a Roma, che non si è più fermata.
Nel tempo il doppiaggio italiano è diventato un mestiere riconosciuto. Alcune voci si sono legate in modo indissolubile ai volti di Hollywood e per molti spettatori, quelle voci sono gli attori.
Cosa si perde e cosa si guadagna con il doppiaggio
Il vantaggio principale del doppiaggio è l’accessibilità. Lo spettatore segue l’azione senza staccare gli occhi dall’immagine, e il film diventa fruibile anche da bambini, anziani e da chi legge con fatica.
Il prezzo da pagare riguarda la recitazione. La voce è metà della performance: timbro, respiro, pause e accenti sono scelte dell’attore e del regista. Con il doppiaggio una parte di queste scelte viene sostituita. Inoltre i dialoghi vanno adattati al movimento delle labbra, quindi giochi di parole, battute e riferimenti culturali spesso cambiano.
Il problema diventa evidente nei film in cui la lingua fa parte della storia: personaggi che passano da un idioma all’altro, accenti regionali che indicano la classe sociale, dialetti che definiscono un luogo. In questi casi la versione doppiata tende ad appiattire differenze che il regista aveva costruito con cura.
Lingua originale e sottotitoli: cosa dicono gli studi
Chi sceglie la lingua originale ottiene anche un beneficio che va oltre il cinema. Uno studio di Holger Mitterer e James McQueen pubblicato su PLOS ONE nel 2009 ha fatto guardare a studenti olandesi spezzoni con accento scozzese e australiano. Chi aveva i sottotitoli in inglese riconosceva meglio anche parole nuove pronunciate con quell’accento. I sottotitoli in olandese, invece, peggioravano il risultato sulle parole mai sentite prima.
Una ricerca più recente conferma la stessa direzione. Nello studio di Birulés-Muntané e Soto-Faraco del 2016, sessanta universitari con un inglese di livello intermedio hanno visto un episodio di Downton Abbey. Il gruppo con i sottotitoli in inglese ha migliorato la comprensione orale di circa il 17%. Quello con i sottotitoli nella propria lingua non ha registrato progressi nell’ascolto, ma ha capito meglio la trama.
Il messaggio pratico è chiaro: i sottotitoli nella lingua del film aiutano a imparare, quelli in italiano aiutano soprattutto a seguire la storia.
A Milano la lingua originale vende quasi un biglietto su due
In Italia mancano dati ufficiali sul tema: Cinetel, la società che rileva le presenze in sala, non distingue tra versione doppiata e originale. Qualche numero, però, arriva da Milano.
All’Anteo Palazzo del Cinema, nei primi quattro mesi del 2024, circa il 45% dei 236mila biglietti venduti riguardava film in lingua originale, secondo i dati della sala riportati dal Post. Il caso più evidente è stato Challengers di Luca Guadagnino: su 7.724 biglietti venduti nei primi 23 giorni, oltre 6.000 erano per la versione inglese sottotitolata.
È un dato che racconta una città diversa dalla media nazionale, dove le proiezioni in originale restano poche e spesso relegate a orari meno comodi. Tra le ragioni della domanda, la stessa sala indica la presenza in città di numerose comunità straniere.
Doppiaggio o lingua originale: come scegliere
La scelta tra doppiaggio o lingua originale dipende dal film e da chi lo guarda. Alcuni criteri aiutano a decidere:
- lingua originale per i film d’autore, quelli costruiti su dialoghi, accenti o più lingue, e per chi vuole allenare l’orecchio;
- sottotitoli nella lingua del film se l’obiettivo è imparare, in italiano se conta soprattutto seguire la trama;
- doppiaggio per i film d’animazione, per la visione con i bambini e per i titoli d’azione in cui l’immagine conta più della parola.
A Milano, oltre all’Anteo, proiettano regolarmente film in lingua originale anche la Cineteca Milano Arlecchino, il Cinema Mexico e il Cinema Beltrade: conviene controllare la programmazione settimanale di ogni sala e anche le piattaforme di streaming permettono di cambiare audio e sottotitoli in pochi secondi: un modo semplice per provare, una sera, a vedere lo stesso film in entrambe le versioni.
