sale cinematografiche storiche a milano

Dall’Odeon che riaprirà nel 2027 al Mexico del Rocky Horror, le sale cinematografiche storiche di Milano raccontano come la città ha cambiato il suo modo di guardare i film e di usare i propri spazi

Le sale cinematografiche storiche di Milano, dalla prima proiezione al boom del dopoguerra

Le sale cinematografiche storiche di Milano sono una mappa nascosta del centro e dei quartieri. Alcune proiettano ancora, altre sono diventate negozi, spazi per la moda o cantieri in attesa di rinascere. Ripercorrerle significa capire come Milano ha vissuto più di un secolo di cinema, dalle prime pellicole ai multisala.

Tutto comincia il 20 marzo 1896, quando il Circolo Fotografico di via Turati ospita la prima proiezione dei fratelli Lumière in città. Nel 1907 Milano conta già una cinquantina di sale. Negli anni Venti aprono i grandi cinema del centro, come Colosseo, Odeon e Metro Astra.

Il picco arriva nel dopoguerra. Nel 1955 l’Italia vende 855 milioni di biglietti, un record mai più avvicinato, e Milano diventa la capitale dell’esercizio cinematografico. Corso Vittorio Emanuele, con le sue insegne luminose, si guadagna il soprannome di “Broadway milanese”. Poi arrivano la televisione, negli anni Settanta e Ottanta, e i multiplex di periferia, dagli anni Duemila. Insieme svuotano le sale a schermo unico.

Odeon, il gigante di via Santa Radegonda che tornerà nel 2027

Il simbolo di questa storia è l’Odeon, a due passi da piazza del Duomo, venne inaugurato nel 1929 con circa 2.500 posti. Nasce come teatro, cinema e sala da ballo, in stile eclettico, sull’area che aveva ospitato la prima centrale elettrica di Milano. La scheda dell’edificio nel catalogo dei beni culturali della Regione Lombardia ne ricostruisce la storia architettonica.

Nel 1986 l’Odeon diventa il primo multisala della città. L’ultima proiezione è del 31 luglio 2023. La chiusura apre un dibattito sul destino dell’edificio, già tutelato da vincolo ministeriale.

La storia però non finisce lì. Kryalos Sgr gestisce il fondo proprietario dell’immobile e ha firmato un accordo con The Space Cinema. L’accordo prevede la riapertura nella seconda metà del 2027, con cinque sale rinnovate al piano interrato, circa 700 posti, arredi originali tutelati e uno spazio per eventi.

Arlecchino e Centrale, le sale storiche di Milano ancora accese

Alcuni cinema storici di Milano non hanno mai spento il proiettore, o lo hanno riacceso. L’Arlecchino di via San Pietro è un esempio.

La sala chiude all’inizio del 2022 e riapre il 30 aprile dello stesso anno, grazie alla Cineteca Milano e al Regno del Cinema della famiglia Quilleri. Cineteca Milano conserva il patrimonio cinematografico dal 1947. Oggi presenta l’Arlecchino come la propria sala dedicata a film d’autore e grandi classici.

In via Torino resiste invece il Cinema Centrale, tra le sale più antiche ancora in attività in città. Apre nel 1907, poi nel 1942 prende il nome attuale, ereditato dal Cinema Centrale di piazza del Duomo, chiuso nel 1938. Dal 1962 lo gestisce la famiglia Massirone.

Mexico, il cinema di quartiere che ha resistito a tutto

Lontano dal centro, al numero 57 di via Savona, c’è una sala diventata leggenda, il Cinema Mexico inaugurato nel 1914; Antonio Sancassani lo prende in gestione nel 1980 e lo tiene attivo per oltre quarant’anni.

Negli anni il Mexico diventa anche un presidio del cinema indipendente, una sala dove i film restano in cartellone finché il pubblico continua ad arrivare. La sua storia è raccontata nel documentario Mexico! Un cinema alla riscossa di Michele Rho.

Che fine hanno fatto le sale cinematografiche storiche di Milano

Seguire le sale cinematografiche storiche di Milano dopo la chiusura racconta come la città ha deciso di usare la propria memoria. Il caso più evidente è l’ex Apollo, nei sotterranei della Torre Tirrena in piazza del Liberty. Dal 2018 al suo posto c’è l’Apple Store, raggiungibile da una scalinata con fontana che ha ridisegnato la piazza.

Il Metropol di viale Piave, costruito negli anni Quaranta, è diventato lo spazio polifunzionale di Dolce&Gabbana, ristrutturato dallo studio Piuarch. Oggi ospita sfilate ed eventi. Anche l’Odeon seguirà in parte questa strada, con un polo della cosmetica accanto alle nuove sale.

Tecnologia, moda e cosmetica hanno preso il posto delle grandi platee del Novecento. Per questo l’Arlecchino riaperto nel 2022 e l’Odeon atteso nel 2027 contano più di due semplici inaugurazioni. Sono la prova che una sala storica di Milano, una volta chiusa, può tornare a proiettare film invece di cambiare mestiere.