Ispirazione

L.L. Hai qualche documentarista a cui ti ispiri? O qualcuno di giovane che dovremmo tenere d’occhio?

I.E. Diciamo che una delle persone che più mi ha ispirato è stata Jane Goodall che ha fatto anche la prefazione di “81”. Legato al mondo fotografico e video, che non è così lontano da quello che faccio io, Vincent Mounier. I suoi documentari hanno sempre un’impronta molto fotografica, se vuoi. Hanno un respiro che mi piace molto. Ovvio che vado a lavorare anche su altri binari ma mi aiutano molto come ispirazione per trovare il modo di fare ciò che voglio.

Il futuro

L.L. Che progetti hai per il futuro?

I.E. Negli ultimi due anni ho visto parecchia Amazzonia e tante delle regioni che la compongono: mi piacerebbe fare un lavoro corposo sull’Amazzonia. A me piace sempre fare qualcosa di fisico, quindi di cartaceo.

Un obiettivo prossimo, prima di questo, è quello di proseguire e finire “Artic visions”, progetto che ho portato anche alla Cop30. L’anno prossimo, a marzo, seguirò la migrazione delle renne con una popolazione indigena Sami tra Norvegia e Svezia. Successivamente farò la Russia e il Canada, con cui chiuderò questo capitolo legato all’Artico. Ogni capitolo vede sempre una pubblicazione cartacea, in serie limitata, quindi sicuramente farò altre tre pubblicazioni cartacee, poi un libro d’arte su tutto l’Artico.

A lungo termine ti direi che mi piacerebbe avere qualcosa di fisico in mano legato a quello che è stata e che è l’Amazzonia oggi, che cos’è davvero l’El Dorado? È un’area che ha più necessità di altre di parlare e dove il contrasto tra natura e uomo e molto violento.

L’ambito nazionale

L.L. Io, di solito, realizzo interviste a giovani registi, spesso di fiction, e la mia domanda finale è sempre sul futuro del panorama cinematografico italiano. Dopo aver visto ciò che documenti credo che questa domanda sia quasi fine a sé stessa nell’immensità della natura. Ti chiedo: lo è?

I.E. Non lo so, il futuro. Se penso al cinema italiano mi viene in mente Paolo Sorrentino, che è quello che mi piace di più. Ispirarsi ad artisti di questo calibro, può portarci, credo ad una cinematografia più giusta, vedendoli come punti di riferimento. Cercare di interpretare il mondo di oggi con una visione innovativa, creativa e nuova può portarci a fare dei passi avanti nella cinematografia.

Poi è ovvio che quello che vediamo in natura viene, spesso, emulato dall’uomo, quindi tante volte la natura è fonte d’ispirazione per tantissime cose. Secondo me, più vediamo la natura e il cinema legato ad essa più siamo aiutati nel portare qualcosa in più, che tante volte non vediamo.