In un’epoca in cui il digitale domina le sale cinematografiche di tutto il mondo, c’è un formato che continua a far battere il cuore dei veri cinefili: la pellicola 35mm. Non si tratta solo di nostalgia, ma di una vera e propria esperienza sensoriale, visiva e tecnica che ha segnato la storia del cinema e ancora oggi trova spazio nelle cineteche, nei festival e in alcune sale d’essai.
In questo articolo scopriamo come funziona questo straordinario mezzo analogico, perché viene ancora usato e dove è possibile vederlo in azione.

Che cos’è la pellicola 35mm?
La pellicola 35mm è un supporto fotografico largo 35 millimetri, introdotto alla fine dell’Ottocento da Thomas Edison e divenuto, nel corso del Novecento, lo standard assoluto per la produzione e proiezione cinematografica.
Ogni secondo di film è composto da 24 fotogrammi, stampati in sequenza orizzontale sulla pellicola. I film sono distribuiti su bobine, ognuna delle quali può contenere circa 300 metri di pellicola, pari a circa 10-11 minuti di proiezione. Un film completo può richiedere anche 5 o 6 bobine da gestire in sequenza.
Come funziona una proiezione in pellicola 35mm
La magia della pellicola prende vita nella cabina del proiezionista, dove avviene un processo meccanico di precisione:
- Caricamento della pellicola: il film viene montato nel proiettore, facendo passare la pellicola tra una serie di rulli e guide che ne regolano il flusso.
- Illuminazione dei fotogrammi: una potente lampada (solitamente allo xenon) proietta la luce attraverso ogni fotogramma, che viene momentaneamente fermato davanti all’obiettivo da un meccanismo chiamato otturatore intermittente.
- Scorrimento costante: il film si muove a una velocità di 24 fotogrammi al secondo, creando l’illusione del movimento.
- Lettura dell’audio: la colonna sonora (ottica o magnetica) è incisa sulla pellicola e letta in tempo reale da un sistema dedicato.
Questo processo richiede esperienza, precisione e una manutenzione costante dell’attrezzatura. La proiezione in pellicola non ammette errori: un piccolo guasto può compromettere l’intera visione.
Perché la pellicola 35mm è ancora amata dai cineasti?
Nonostante l’avvento del digitale, molti registi scelgono ancora la pellicola 35mm per il suo impatto visivo. La pellicola offre:
- Una gamma tonale più ricca, con una resa naturale dei colori e delle ombre
- Una grana organica, che dona profondità e texture all’immagine
- Una resistenza nel tempo, se conservata correttamente
Autori come Quentin Tarantino, Christopher Nolan e Paul Thomas Anderson sono tra i più accesi sostenitori del 35mm, girando e proiettando i propri film esclusivamente in questo formato per garantire al pubblico un’esperienza “vera”, fisica e non filtrata dalla compressione digitale.
Dove vedere film in così in Italia?
Se vuoi vivere l’emozione di una proiezione analogica, alcune sale italiane ancora programmano film in pellicola:
- Cineteca di Milano – MIC
- Cinema Massimo di Torino
- Cinema Ritrovato di Bologna
- Cinema Trevi di Roma
In particolare, festival come Il Cinema Ritrovato o il Filmmaker Festival di Milano sono noti per presentare classici restaurati e rari film in 35mm.
Il futuro della pellicola è nella memoria
Anche se il digitale ha reso la distribuzione e la proiezione più accessibili, la pellicola 35mm continua a rappresentare un patrimonio da preservare. È un mezzo che racconta non solo storie, ma anche la storia stessa del cinema.
Vederne una proiezione oggi significa riscoprire un modo più lento, profondo e tangibile di vivere il grande schermo.

