Il corto

Questo video si incentra sul concetto di creazione artistica e non può avere un titolo più azzeccato. Il progetto parla dell’idea che il regista ha dell’arte e delle espressioni creative. È una sorta di introduzione ai suoi altri girati perché spiega il concetto che nella sua mente guida tutto il suo lavoro.

Questo è un corto in cui nessuno parla, ma non è un corto muto perché ci sono dei suoni provenienti dalla tela, come mugugni e musiche.

Il girato è tutto racchiuso in una tela bianca, con alcuni cambi di inquadratura che aumentano il focus su una parte di essa. All’inizio la tela è linda, poi parte la creazione che ha i toni del marrone, e prende fisionomia un omino che sarà il protagonista. Egli, muovendosi e divertendosi, dipinge la tela ed evidenzia i confini della creazione: ogni volta che sbatte sulla cornice degli schizzi verdi riempiono il quadro come se fosse sangue.

La svolta

Il suono dei sospiri inizia ad accompagnare le pennellate, l’omino tenta di fuggire e non parla ma emette dei suoni inquietanti. Il tentativo di volare, poi, peggiora la situazione perché tutti i colori si mischiano e il personaggio sembra prendere coscienza di non essere nessuno senza il suo creatore perché iniziano a spuntare delle macchie di bianco subito coperte. Qui mi è venuto in mente il romanzo di Miguele de Unamuno “Niebla” perché il protagonista vuole suicidarsi ma lo scrittore lo impedisce e vi è un dialogo tra creatore e creazione.

La musica inizia ad accompagnarlo e vi è dinamismo e vivacità di colori in queste scene. Anche il protagonista si diverte. Il ritorno del bianco, però lo terrorizza.

La creazione

Sparisce il suo mondo e rischia di sparire anche lui. Lotta per ridipingere ogni volta che il bianco passa con sempre più foga. La scena prosegue per un po’, poi vi è un abbraccio-contagio con il bianco, che scolorisce l’omino, ma egli si sente più libero e leggero, spezza le barriere. Il bianco e il colore girano insieme e il protagonista impara a ridere, ma viene cancellato dal bianco. Resta il rumore dei baci.

Ai bordi della tela restano tracce della creazione cancellata, a indicare quanto un’opera, anche se cancellata e non resa pubblica, influenzi quella successiva.

Due uomini nella stessa tela, il bene e il male, la creazione e il nulla, il bianco come possibilità totale evitata dall’arte.