Introduzione
Ieri, 5 dicembre, si è tenuto un evento a Milano sui cortometraggi, presso Mare Culturale Urbano. L’intervento iniziale è stato tenuto da Riccardo Pedicone. Il giovane ha parlato dell’amore per l’arte, del cinema in questo caso, che ha portato tutti i presenti ad essere lì in quel momento. È un gesto forte quello del partecipare in quest’epoca.
Stella Bossari con Tiber
Il primo corto della serata è stato quello con cui la giovane Stella Bossari si è laureata. Il progetto parte con un’animazione che ci proietta nel mondo reale. L’ambientazione sembra quella di diversi secoli fa, ma poi si deduce che si tratta di una rievocazione storica. È un evento molto comune nel Centro Italia ed è un fenomeno che coinvolgi tutti gli abitanti di questi paesi. Questo, per la regista, rappresenta un legame con la sua terra d’origine e con la sé fanciulla: è, infatti, nata a Città di Castello, in Umbria.
Il corto è stato girato ad Assisi, durante la rievocazione storica di Calendimaggio. Un permesso speciale del comune ha permesso alla regista di poter realizzare il suo progetto. Spicca tra le molte comparse il giovane protagonista riprende l’antico mito di Tiberio. Il fiume e l’elmo sono elementi imprescindibili anche in questo girato.
Le difficoltà sono state molte, hanno evidenziato la regista e i suoi collaboratori, a partire dalle comparse fino alla realizzazione di questo progetto in parallelo a un’importante manifestazione. Addirittura alcuni aiutanti si sono travestiti come nella rievocazione per girare con più facilità.
Ruxandra Laura Dragut con Senza te, io chi sono
Un corto biografico, impattante. In questo girato non vi sono comparse, solo protagonisti. La prima parte, che occupa più di metà del cortometraggio, è un percorso della protagonista. Materialmente percorre una lunga via alberata con le macchine che le passano intorno fino a giungere alla chiesa che si staglia alla fine della strada. Metaforicamente è il percorso che la protagonista svolge durante la sua giovane vita per accettare l’assenza del padre. Da quando era bambina fino a dopo la laurea ha desiderato ardentemente di ritrovarlo ma non è mai stato possibile.
Arrivata nello spiazzo davanti al luogo sacro ritrova finalmente il padre e nelle lacrime l’abbraccio si trasforma in una scena che ricorda La Pietà di Michelangelo. Nel frattempo la protagonista è ritornata bambina e si lascia andare completamente.
Sul palco, oltre alla regista, le due protagoniste. Toccante la passione con cui Ruxandra parla del suo girato: la voce le vibra e l’emozione si percepisce subito. Le due protagoniste hanno parlato di collaborazione e di umanità in un mondo veloce e vorace. Discorso profondo per la prima, giovane adulta, molto sentito per la seconda, ancora bambina ma che già sa tenere bene il palco come la scena.
Ezio Fratto con Lo spettro
Il corto è incentrato su di una killer professionista che è anche l’unico personaggio parlante della storia. Essa esprime i suoi pensieri sulla sua vita e sulla vita in generale, sull’universo, sull’amore e sull’amicizia. È un flusso contraddittorio, articolato, pieno di vita interiore. Nel mentre il suo capo, lo stesso regista, le commissiona un assassinio. Sarà questo il finale che ci farà riflettere sul nostro modo di vedere e vivere la vita.
Purtroppo il regista era assente per motivi di salute. Nella sua lettera invita il pubblico a riflettere su ciò che ha appena visto. Come il secondo, anche questo progetto è molto intimo, forse più adatto al silenzio di una stanza buia in cui i pensieri possano fluire.
La conclusione
Riccardo Pedicone ha concluso la serata con l’invito a rimanere ancora fuori dalla sala, a dialogare davanti a una birra, perché la cultura e l’arte sono apertura e dialogo.

