A vent’anni di distanza dall’intramontabile cult che ha ridefinito il cinema di moda, Miranda Priestly è tornata. Il debutto nelle sale di Il diavolo veste Prada 2 ha riacceso i riflettori sulla redazione di Runway, catapultando i protagonisti storici nell’era dei social media e dell’editoria digitale.
Se hai già visto il film (o non vedi l’ora di farlo), sappi che il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna hanno disseminato la pellicola di citazioni millimetriche e dettagli nascosti.
Ecco le curiosità più succose e gli easter egg più geniali di questo attesissimo sequel.
Il Ritorno del “Maglione Ceruleo” (Ma con un Twist)
Ricordi il leggendario monologo di Meryl Streep sul maglione ceruleo da discount di Andy Sachs? Nel sequel, quel colore fa un ritorno memorabile che ha fatto sobbalzare i fan più attenti.
Nell’ultimissima scena del film, vediamo Andy (Anne Hathaway) sistemarsi nel suo nuovo ufficio. Il capo che indossa ha un colore fin troppo familiare: è esattamente quel tessuto ceruleo. Tuttavia, la stilista del set ha svelato che l’abito è stato letteralmente modificato a mano, tagliando le maniche per trasformarlo in un gilet chic e moderno. Un modo visivo e intelligente per dimostrare che Andy non è più la ragazza ingenua di un tempo, ma sa “maneggiare” i simboli del suo passato con totale consapevolezza.
I Grandi Rifiuti del Passato diventano Cameo Storici
Il primo film del 2006 dovette fare i conti con lo scetticismo del mondo della moda: molti stilisti avevano paura di indispettire Anna Wintour (la storica direttrice di Vogue a cui si ispira Miranda). Oggi, le cose sono andate diversamente.
Il Jet Privato di Donatella Versace
Vent’anni fa, Donatella Versace rifiutò categoricamente di apparire. Nel sequel del 2026, non solo è presente con un fantastico cameo nei panni di se stessa, ma ha confessato un retroscena delizioso: per supportare la produzione ha persino prestato il suo jet privato personale per le scene ambientate durante i viaggi di lavoro della redazione.
Case di Moda all’Attacco
Molly Rogers, la costumista della pellicola, ha rivelato che il reparto abiti è stato letteralmente “invaso” da pacchi inviati spontaneamente dalle più grandi case di moda globali. Nessuna richiesta ufficiale: tutti volevano disperatamente che Miranda Priestly indossasse un loro capo.
Battute Speculari e Passaggi di Testimone
La sceneggiatura è un gioiello di simmetrie che premia chi ha visto l’originale decine di volte.
- La scena del bagno: Il montaggio iniziale si apre esattamente come il primo film, con Andy davanti allo specchio appannato mentre si lava i denti. Stessa inquadratura, stesso gesto, vent’anni dopo.
- “Ti prego, annoia qualcun altro con le tue domande”: Questa frase iconica, che nel 2006 Emily lanciava con disprezzo ad Andy, nel sequel viene pronunciata proprio da Andy nei confronti di Charlie, il nuovo, bistrattato secondo assistente di Miranda.
Una curiosità sul set: A differenza di quanto faceva con Andy ed Emily nel primo film, c’è un personaggio di cui Miranda ricorda sempre il nome fin da subito. Si tratta di Amari (interpretata da Simone Ashley), la sua nuova prima assistente. Un dettaglio sottile che fa capire quanto la “nuova arrivata” abbia stoffa.
Il Primo Film vs Il Sequel: Cosa è Cambiato?
| Elemento | Il diavolo veste Prada (2006) | Il diavolo veste Prada 2 (2026) |
|---|---|---|
| Il Nemico di Miranda | L’inesperienza di Andy e lo snobismo della moda | Il declino dell’editoria cartacea e i budget digitali |
| Il Ruolo di Emily | Prima assistente frustrata ed esaurita | Alta dirigente d’azienda nel settore pubblicitario |
| Il Budget di Produzione | Circa 35 milioni di dollari | Circa 100 milioni di dollari |
Il Lago di Como e la Villa di una Vecchia Conoscenza
Parte del film si sposta in Italia, tra Milano e le splendide sponde del Lago di Como. La sfarzosa villa che nel film compare come la residenza estiva di un miliardario della Silicon Valley, nella realtà è una location hollywoodiana famosissima: si tratta infatti della storica dimora italiana di George Clooney, già utilizzata in passato per altri iconici franchise cinematografici.
Insomma, il sequel non si è limitato a sfruttare l’effetto nostalgia, ma ha saputo ironizzare sui cambiamenti del tempo (basti pensare che il tema del prestigioso Gala centrale del film è “I fiori a primavera”, l’idea che Miranda aveva demolito vent’anni prima definendola “avanguardistica”).
