L. L. Hai altri progetti in mente? Oppure vuoi dirmi qualcosa sulle tue ambizioni più a lungo termine?

I. P. Le idee nascono ogni giorno. Se come me anche tu sei una persona che crea, sai quanto noi anime creative conviviamo abitualmente con nuove pulsioni: a volte si tratta di storie nate in una notte, altre volte sono immagini, suoni, narrazioni che coltivo da tempo, e che aspettano solo il momento giusto per uscire alla luce. Per ora li custodisco lì, certa che prima o poi troveranno la loro diffusione. Ma in questo momento la mia energia come autrice va soprattutto su I Canti di Amabilia.

Intanto continuo a collaborare con Caucaso su altri fronti. Come ti dicevo, sto seguendo La Fenice come aiuto regia e un altro lungometraggio le cui riprese sono previste a Roma a dicembre. Poi ci sono progetti di montaggio già avviati che stiamo portando a compimento. Tra questi c’è un lavoro che mi sta molto a cuore: un’installazione visiva costruita attorno a un viaggio in Turchia, a partire dal montaggio di fotografie analogiche, scattate da due compagni e artisti in cui credo molto. È un modo diverso di montare, rispetto a quello che si fa abitualmente quando hai delle riprese e del suono. Qui il ritmo nasce dall’accostamento di immagini ferme e la musicalità dal silenzio in cui sono state realizzate.

Sul lungo periodo spero semplicemente di continuare a fare cinema, e di crescere ancora molto. Non mi sento affatto arrivata: sono un’esordiente come tanti altri, e ho voglia di migliorare e di arricchirmi. Vorrei misurarmi con lavori e progetti sempre più grandi e più intensi, che mi mettano in discussione, e che soprattutto mettano in discussione la mia identità artistica.

Spero di continuare a incontrare realtà nuove e inaspettate, che mi spostino dal mio baricentro e mi diano prospettive sempre nuove da cui sognare e scrivere. E poi c’è un lavoro più personale: far cadere le barriere che sento ancora di avere. Molte le ho già decostruite, ma voglio andare avanti. L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra la sensibilità artistica e la realizzazione concreta delle cose.

Fotografia in copertina di Roberto Cerè, al Passo della Croce Arcana, dal set di “Paura dell’Alba”