Prima di tutto voglia ringraziare Universal Pictures Italia che mi ha permesso di vedere l’Odissea, l’attesissimo nuovo kolossal epico di Nolan in anteprima martedì 14 luglio nel cinema Arcadia di Melzo, uno dei più importanti d’Europa, nonché uno dei pochissimi con uno schermo IMAX, con la possibilità della visualizzazione con la grafica in 70mm, detto questo cominciamo con la recensione no-spoler della pellicola.

Odissea, recensione senza spoiler: Christopher Nolan firma un kolossal destinato a lasciare il segno

Ci sono registi che raccontano storie e altri che costruiscono esperienze. Christopher Nolan appartiene da tempo alla seconda categoria, ma con Odissea sembra aver deciso di spingersi ancora oltre. Non si limita a trasporre il poema di Omero sul grande schermo: lo trasforma in un’opera cinematografica monumentale, capace di restituire il senso del viaggio, della paura, della speranza e della fragilità umana attraverso immagini che difficilmente si dimenticano.

La prima sensazione, uscendo dalla sala, è quella di aver assistito a un evento più che a un semplice film. È il genere di cinema che ricorda perché il grande schermo continui a fare la differenza, soprattutto quando dietro la macchina da presa c’è un autore che rifiuta compromessi e costruisce ogni sequenza con una precisione quasi maniacale.

Fotografia e colonna sonora mozzafiato, con un cast stellare

Dal punto di vista tecnico, Odissea raggiunge livelli impressionanti. La fotografia di Hoyte van Hoytema è semplicemente straordinaria: ogni inquadratura sembra un dipinto, ogni paesaggio comunica un senso di immensità senza mai risultare artificioso. Nolan sfrutta il formato IMAX non come semplice esercizio di stile, ma come parte integrante del linguaggio del film. Qui la spettacolarità non è un vezzo estetico, bensì uno strumento narrativo.

Anche la colonna sonora di Ludwig Göransson accompagna il racconto con grande equilibrio. Non invade mai la scena, ma la sostiene, amplificando la tensione e il senso di meraviglia nei momenti giusti. È una musica che dialoga con le immagini e contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva.

Il cast è uno dei grandi punti di forza del film. Matt Damon offre un’interpretazione intensa e misurata, lontana dagli eccessi, costruendo un protagonista credibile nella sua forza ma soprattutto nelle sue debolezze; il cast di “supporto”, che vista la sua caratura sarebbe quasi offensivo definire tale, aiuta e rende il film più godibile, su tutte ho gradito molto il ruolo molto i ruoli interpretati da Anne Hathaway Charlize Theron, con la prima nei panni della sempre fedele e paziente Penelope, che all’interno del film scopriamo avere una personalità e uno spirito di guida mai visto sugli schermi, mentre mi è piaciuto molto il ruolo di riflessione avuto da Calipso nel film, interpretata dalla sempre affascinante Charlize Theron, che dopo 7 anni, capisce in cuor suo che Odisseo è pronto a tornare a casa.

Due parole sull’IMAX

Un discorso a parte merita l’utilizzo del formato IMAX, che in Odissea non rappresenta un semplice valore aggiunto, ma una componente essenziale dell’esperienza. Christopher Nolan costruisce molte sequenze pensando alle dimensioni dello schermo e alla profondità dell’immagine, sfruttando il grande formato per amplificare la sensazione di trovarsi all’interno del viaggio. I paesaggi acquistano una scala monumentale, mentre le scene d’azione e i momenti più contemplativi respirano con un’intensità difficilmente replicabile su uno schermo tradizionale. È uno di quei film che dimostra come il formato possa diventare parte integrante del linguaggio cinematografico e non soltanto uno strumento spettacolare.

Se volete vivere Odissea nel modo più vicino possibile a quello immaginato da Christopher Nolan, una delle migliori opzioni in Italia è l’Arcadia di Melzo, che proietta il film in pellicola 70 mm nella storica Sala Energia. Non si tratta del rarissimo IMAX 70 mm – in Italia non esistono sale attrezzate per quel formato – ma rappresenta comunque una delle esperienze cinematografiche più prestigiose disponibili nel nostro Paese. La proiezione analogica in 70 mm offre una definizione eccezionale, una profondità dell’immagine superiore al digitale tradizionale e una resa della grana della pellicola che restituisce tutta la monumentalità delle immagini volute da Nolan. Per un film concepito per il grande schermo come Odissea, vedere la copia in 70 mm all’Arcadia significa avvicinarsi il più possibile all’esperienza cinematografica pensata dal regista.

Grande fedeltà all’opera di Omero

Quello che colpisce maggiormente è però la capacità di Nolan di dare nuova vita a un testo conosciuto da oltre duemila anni. Pur rispettandone lo spirito, il regista evita la semplice illustrazione scolastica e costruisce un’opera moderna, accessibile anche a chi non ha mai letto il poema di Omero. Non serve conoscere ogni dettaglio del mito per lasciarsi coinvolgere: il film parla di casa, identità, perdita e perseveranza, temi universali che mantengono intatta la loro forza.

Naturalmente non si tratta di un’opera perfetta. Se proprio si vuole individuare un limite, bisogna guardare alla sua ambizione. In alcuni passaggi Nolan sembra privilegiare la costruzione visiva rispetto all’impatto emotivo. Ci sono momenti in cui il film appare quasi interessato ad ammirare la propria grandezza più che a lasciare respirare i personaggi. È un difetto marginale, ma sufficiente per impedire a Odissea di raggiungere quella perfezione assoluta a cui, per lunghi tratti, sembra avvicinarsi.

Vale la pena andare a vedere Odissea?

Assolutamente sì. Non soltanto perché è uno dei film più importanti dell’anno, ma perché rappresenta uno di quei rari casi in cui il cinema torna davvero a essere spettacolo nel senso più nobile del termine. È un’opera pensata per essere vissuta in sala, possibilmente nel miglior formato disponibile. Guardarla su uno schermo domestico significherebbe rinunciare a una parte essenziale dell’esperienza.

In un periodo in cui molti blockbuster sembrano costruiti seguendo formule ormai prevedibili, Christopher Nolan dimostra ancora una volta che è possibile coniugare intrattenimento, ambizione artistica e grande cinema. Odissea non è soltanto un kolossal epico: è una dichiarazione d’amore verso il linguaggio cinematografico.

Voto finale: 9/10. Un film destinato a entrare tra le opere più importanti della filmografia di Christopher Nolan e, con ogni probabilità, tra i grandi kolossal del cinema contemporaneo.